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Chep’s: la nostra intervista al rapper

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musicworldnews.it:  ciao. e grazie per questa intervista. Presentati musicalmente…

Chep’s (Chepe Horrore) sono un artista latinoamericano con origini spagnole, cresciuto in Italia e attualmente residente in Svizzera. Musicalmente spazio tra le varie ramificazioni del rap, contaminando le sonorità dei sottogeneri con ciò che io definisco “Horrore”. Le sonorità macabre di Enfield accompagnano i miei versi oscuri, frutto del mio continuo guardarmi dentro, per trasformare testi sui fogli in mostri di carta.

musicworldnews.it:  pensi che  questo modo di fare musica si possa sposare con il tempo musicale nel quale viviamo?

Chep’s: sono sicuro che verrà fuori qualcosa di assurdo, questo è sicuro… il mio non è rap ma proprio un mood e un modo di vedere e vivere le cose. Io sono come le mie canzoni e questo mi rende diverso ma al tempo stesso con un sound attuale ma fedele al nostro codice d’horrore.. negli ultimi 9 mesi questa cosa ha iniziato a prendere piede e nel mio piccolo sto iniziando a farmi sentire.

musicworldnews.it: da piccolo a grande qual è la sostanziale differenza?

Chep’s: il mio piccolo è inteso come la partenza e quello che abbiamo fatto negli ultimi mesi e il grande sarebbe portare il mio mood a più persone possibili, per creare una sorta di scena parallela, una specie di dark side of the music. Ecco: il grande dovrebbe rappresentare la voce di chi vive nella penombra. Ho simpatia black humor e la mia storia tragicomica da raccontare… riuscirò a sturare le orecchie mio caro jd.

musicworldnews.it: spoiler e o flashback sulla tua storia tragicomica?

Chep’s: il 2 ottobre ha segnato un momento decisivo sia nella mia vita che artisticamente ,credo; da quel momento ho iniziato a vedere tutto in maniera tragicomica… sai, la classica storia che arrivi ad un punto in cui ogni cosa è a suo posto ma poi di colpo perdi tutto?! A me è  successa una cosa simile: una serie di mancanze di vario tipo mi hanno chiuso in me stesso dall’esterno e non ho reagito come fanno i veri soldati della vita che si rialzano ecc. Io ho accettato la lontananza e ho imparato a stare solo e ho avuto modo di conoscere me e i vari personaggi al mio interno… perché sai, quando stai tanto tempo da solo, devi pur parlare con qualcuno o con qualcosa dentro di te.

musicworldnews.it: quel “qualcosa dentro di te”, musicalmente, riesce ad essere autocritico verso i tuoi  pezzi?

Chep’s: molto! forse troppo… riesco addirittura ad odiarmi quando riascolto alcune barre che mi sono dedicato o che magari mi hanno esposto troppo. Poi vado in conflitto perché molte cose che non mi piacciono musicalmente di me stesso, a volte sembrano essere il punto di forza.

musicworldnews.it: raccontaci il tuo ultimo live.

Chep’s: il mio ultimo live è stato  nell’ultima città in cui ho vissuto prima di partire, quindi era più un saluto a quello che sono stato fino a quel momento che un live. Dopo aver girato quasi tutti i posti e postacci nella mia zona ho deciso  di non prendere più parte ai live nei quali mi è stato chiesto di partecipare per vari motivi. Per ora preferisco espormi in altri modi anche se amo il live  sia davanti a 4 amici che nella classica discoteca piena di serpenti …hahaha diciamo che prima di tornare live devo tornare in vita…

musicworldnews.it: il tuo primo ricordo legato alla musica?

Chep’s: se intendi il mio primo ricordo, parlando artisticamente, è stato il freestyle e la rabbia che ci mettevo quando lo facevo; come mi sentivo bene anche da solo ore ed ore sui beat di Necro fino a che poi i miei freestyle cominciarono a diventare più seri, con rime che rappresentavano realmente me. Quindi decisi di iniziare a scrivere ogni rima che facevo e ancora oggi lo faccio: nessuna barra se parla di te deve essere dimenticata; non puoi dimenticarti di te e l’unico modo è  autotrascriverti sui versi ,anche quelli che non ti piacciono… alla fine sei sempre tu.

musicworldnews.it: hai un orario dove scrivere ti riesce meglio?

Chep’s: la notte mi ascolta in silenzio e quindi preferisco scrivere quando il sole va via.. io sono al buio nei momenti bui.

musicworldnews.it: quest’ultima  domanda  esce un pò dall’ambito musicale: in un mondo che viaggia sulla praticità studiare filosofia alle superiori è ancora utile?

Chep’s: la praticità ha preso il sopravvento sul pensiero, è vero. Oggi bisogna essere immediati e comprensibili al primo colpo perché pensare tedia le persone e nessuno ha voglia di soffermarsi e  provare qualcosa causato da un pensiero più che da un contatto reale. Bisogna tramandare il verbo in qualche modo e credo sia giusto insegnare alcune materie… magari non in modi così antichi e pesanti, ma la filosofia va insegnata  o almeno bisogna generare curiosità su di lei! Magari su 20 alunni solo 1 prosegue nelle ricerche per conto suo ma forse quel “1” è qualcuno che farà qualcosa di concreto.. bisogna agire prima mentalmente.

musicworldnews.it: grazie, puoi fare un saluto se vuoi

Chep’s: un saluto a tutti gli HorrorBoyss che credono in questo mio progetto obscuro. Ringrazio i miei mostri di carta per il modo in cui mi rappresentano! Ringrazio anche te per questa intervista perchè mi ha dato modo di spiegare in parte chi o cosa sono!

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