Intervista rap a D-Doc & Virus

 

Biografia D-Doc & Virus

musicworldnews.it: come ti sei avvicinato a questa cultura? e cosa ti ha fatto appassionare di più a quest’ultima tanto da cimentarti a diventare un vero e proprio rapper.

D-Doc: un vero e proprio rapper è un parolone, diciamo che sono un semplice comunicatore.
Mi sono avvicinato a questa cultura verso il 2006 andando poi ad approfondirla negli anni seguenti.
L’idea di iniziare a fare rap è sbocciata verso i 13 anni per poi concretizzarla a 16.
Ricordo che i miei artisti preferiti erano Snoop Dogg e la G-Unit, perché andava di moda quello nel 2008/2009. Anche in Italia negli stessi anni abbiamo avuto l’avvento dei Dogocon brani molto vicini al rap gangsta, per poi diventare commerciale nel tempo, cosa che non guardo in malo modo, anzi.
Per la concretizzazione dell’idea, chiamiamola così, devo ringraziare i miei amici di sempre che purtroppo hanno smesso, e altri tra cui Jack Miracolo e Virus (quest’ultimo è attualmente il mio producer) che mi hanno sempre dato la spinta giusta per continuare a farlo, migliorandomi.
Tutto nasce da un bisogno di espressione e sfogo, avendo incontrato sulla mia strada diversi problemi di salute, all’inizio dell’adolescenza, avevo la necessità di esternare la rabbia che reprimevo.
Non sapendo cantare, non volendo chiedere ai miei di pagarmi le lezioni di canto, ho deciso di rappare, una cosa che non è da tutti ma sicuramente molto più semplice del canto, ci vuole la costanza e l’approccio corretto.
I miei hanno sempre appoggiato la cosa, ricordo mio padre che mi regalò il mio primo microfono per registrare.
Adesso siamo D-Doc & Virus, una voce e un musicista/beatmaker, un po’ un tutto fare, e stiamo unendo le forze per creare qualcosa di forte.

musicworldnews.it: che strumentazione e software usi per produrre i tuoi beat?

Virus: Da tanti anni suono la chitarra elettrica ed acustica, col tempo mi sono avvicinato al basso poi alla batteria. Ora produco tutti i miei beat con Garagebande con gli strumenti che ho imparato a suonare. Dopo aver prodotto i beat vado nel mio studio di fiducia, il Bullet studio di Saronno e con Suhan sistemiamo il tutto per quanto riguarda mix e master.

musicworldnews.it: il tuo team di lavoro è sempre lo stesso?

Il nostro team si stà ampliando, ultimamente abbiamo una band di supporto per i nostri live quando non ci proponiamo come Dj set, poi abbiamo videomaker di fiducia Andrea Testa, Suhan per quanto riguardo lo studio di registrazione e Marco Palazzi che ci segue in tutte le faccende social e marketing.

musicworldnews.it: fare rap è come parlare su una base, cosa ne pensi?

D-Doc: non è assolutamente vero, ci vuole fiato, ci vuole un corretto uso del diaframma, e questo l’ho capito andando a canto nell’ultimo anno. Il rapper è genericamente l’artista autodidatta per eccellenza, dunque si ha difficoltà a comprendere il corretto utilizzo della voce. Un tipo di difficoltà tecnico chiaramente, poi se si tratta di cambiarla a seconda del mood che vuoi dare nel brano, sta alla creatività, ma per evitare danni futuri, il diaframma aiuta anche nel rap.
Inoltre non devi impappinarti, questa musica è piena di esercizi di stile, ci vuole un corretto uso delle parole a livello di semantica, la giusta articolazione, saper scrivere in rima, avere il senso del ritmo, rendere il pezzo incisivo, giocare con le parole, con la voce e scrivere in metrica.
Insomma, molti pensano sia una passeggiata, ma è uno sbatti notevole, che per me ovviamente è un piacevole sbatti.

musicworldnews.it: non c’è una parola che ti definisce?

Virus: penso che la parola che mi possa definire di più è sperimentatore
D-Doc: Penso che la parola “diverso” mi si veste bene, alla fine è quello che sento di essere, penalizzante? Forse si, ma non mi interessa.

musicworldnews.it: qual è la tua posizione nello scenario del rap italiano?

Virus: ho collaborato con diversi personaggi del panorama, in particolar modo ho suonato come chitarrista nei Knife49 la band del Presidente della Dogo Gang e con Ted Bee sempre della Dogo Gang.
D-Doc: la mia posizione è singolare, ho collaborato con Ted Bee della Dogo Gang ed è diventato anche, in qualche modo, un maestro per me. Mi insegna molte cose, e non solo per quanto concerne il rap. Cosa intendo per singolare? Che di collaborazioni ne vanto poche, nella scena mi vedono un po’ come quello strano, quello che propone cose bizzarre. Questo può essere un pregio e nello stesso tempo penalizzante, perché magari non vieni capito.  Nella mia città forse sono rimasto io tra i veterani, quindi attualmente sono il più anziano diciamo ahaha.

musicworldnews.it: quali sono le 3 produzioni italiane che ti hanno colpito di più quest’anno e perché?

Virus: Mi hanno colpito le produzione di Boss Doms, Shablo e Charlie Charles…tutti e tre appunto per l’innovazione che hanno portato al genere.
D-Doc: le stesse di Virus, e se posso permettermi di aggiungerne una quarta, anche Supreme sta facendo bene.  Inutile dire che il mio producer preferito rimane comunque il mio ahaha (leccata di culo).

musicworldnews.it: negli ultimi anni,la diffusione della musica è cambiata molto,adesso ci sono gli store digitali e le piattaforme di streaming, quali sono i pro e i contro secondo te , rispetto a prima?

Virus: Personalmente vedo solo dei Pro e non dei contro, la musica è alla portata di tutti ora, è facilmente ascoltabile da ogni supporto senza dover andare per forza a comprare un disco fisico
D-Doc: premettendo che sono un amante dei CD fisici, ogni mese ne acquisto due diversi, uno di un artista che conosco, quindi in base al gusto, ed uno di un artista che non conosco, così da ampliare la mia conoscenza musicale. Lo stesso vale per le piattaforme streaming, per noi ragazzi è più semplice proporre.

musicworldnews.it: Grazie a tutti e due per il vostro tempo che ci avete dedicato al nostro magazien sul rap.

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