A quanto pare sembra proprio che l’Ictus si possa riconoscere attraverso l’Hip Hop

 

Lo scienza fa passi da gigante, ma molto spesso le vere scoperte arrivano dalla musica, basti pensare che secondo alcuni studi ed il registro Get With The Guidelines, esiste un tempo che intercorre tra l’arrivo dei primi segni di un ictus, rispetto poi a quando il paziente stesso entrerà finalmente in ospedale e questo ad oggi risulta essere ancora troppo lungo.

Questa particolarità non fa che confermare i problemi dovuti per lo più ai soccorsi, ed ai loro interventi tempestivi, che chiaramente avvenendo in ritardo arrecano danni gravi ad ogni paziente, ma per fortuna esistono soluzioni ed a garantirlo è uno studio pubblicato sulla rivista Stroke; l’obiettivo principale, infatti, è quello di insegnare ai bambini come riconoscere i primi segni di un ictus, il tutto sfruttando le particolarità della musica hip hop.

Sembra tra l’altro funzionare alla grande se consideriamo che proprio loro spesso si trovano a dover fronteggiare situazioni di questo genere, dove ad essere colpiti dall’ictus sono nonni o genitori; sono stati creati alcuni tutorial specifici, davvero ben esplicativi e quindi di grandissimo aiuto.

Tra i principali segni dell’ictus troviamo ovviamente la bocca storta, così come anche l’impossibilità del soggetto di alzare il suo braccio, ma anche la difficoltà nel parlare, insomma, stiamo parlando di elementi chiave che tutto sommato, con le giuste dritte possono essere riconosciuti in breve tempo; il punto è che non tutti sanno come comportarsi in situazioni di questo genere, ecco dunque che interviene la musica, i ragazzi ricorderanno un brano hip hop di Doug E. Fresh e capiranno che l’unica cosa da fare sarà proprio chiamare il numero di emergenza.

 

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Lo chiamano Hip Hop stroke, tu lo conoscevi?

Non stiamo parlando di una fantasia, ma di una vera e propria ricerca, un caso in cui sono stati analizzati più di 3000 bambini provenienti da 22 scuole differenti, è stato un percorso molto interessante, con l’obiettivo principale di aiutarli a conoscere i sintomi dell’ictus.

Tutto lo studio è stato finanziato dalla National Institute of Neurological Disorders and Stroke, è stato necessario perché su un problema così grave in tanti presentavano lacune, basti pensare che il grado di conoscenza dell’ictus non superava certo il 57%, con picchi del 2% davvero preoccupanti, motivo per cui, con un apprendimento specifico tutto sarebbe diventato più semplice.

Così è stato, tantissimi bambini, supportati anche dai propri genitori hanno compreso l’importanza di questo disturbo e sono riusciti a studiare il tutto da vicino, inoltre alcuni di loro, subito dopo il corso si sono trovati a dover sperimentare in modo diretto l’ictus!

I bambini rappresentano ad oggi i soggetti perfetti per conoscere informazioni e trasmetterle alle proprie famiglie; a dimostrarlo è ancora una volta questo studio, dove uno dei personaggi più importanti è stato senza dubbio Olajide Williams.

Riconoscere l’ictus diventa un must in ogni comunità, soprattutto per tutte quelle persone che si trovano in difficoltà economiche e che quindi non possono studiare e di conseguenza riconoscere i segnali più evidenti di questo problema; si entra in un circolo vizioso dove l’ignoranza regna e chiaramente causa ritardi anche nel chiamare i soccorsi, motivo per cui il soggetto in questione raramente riuscirà ad arrivare in ospedale per il trattamento anti coagulazione.

Bambini e musica hip hop sono i vettori perfetti per riconoscere anche un ictus!

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