Caparezza torna a far andare in delirio i suoi fan con Prisoner709

 

Caparezza torna a far andare in delirio i suoi fan, dopo tempo di assenza dai palchi musicali, ecco che lo scorso settembre esce il primo singolo che anticipa il nuovo album.

“No, non è vero, che non sei capace, che non c’è la chiave“ è una delle frasi che è contenuta nel nuovo disco di Caparezza tra i pezzi di maggiore successo di Prisoner 709, il ritornello di Una chiave, insieme al brano che lo segue, Ti fa stare bene, il vero singolo dei 16, è uno delle poche note positive dell’album, il più complicato e allo stesso tempo onesto che il rapper pugliese sia riuscito realizzare a 43 anni, e 3 anni dopo il grande successo di Museica.

Nel disco c’è anche un duetto con Max Gazzè in “Migliora la tua memoria con un click. I due sono amici, si sono incontrati molte volte, e si stimano tantissimo.

L’album è aperto e chiuso dai brani “Prosopagnosia”, cupo e angosciato, e “Prosopagno sia!”, allegro con musica stile anni 80

 

Caparezza, ultimo album, Prisoner709 una riflessione di vita

Prisoner 709 è stato pubblicato al termine di un periodo molto difficile, in cui il repper si è posto ogni genere di domanda, con una lunga riflessione sulla sua vita e sulla sua carriera, un periodo in cui si è addirittura domandato se davvero fosse fatto per fare musica. Il disco è come una lunga seduta di autoanalisi, in cui c’è molto più l’uomo che l’artista. È un vano modo di voler fuggire dalla prigionia dei ruoli che spesso ci viene imposta, almeno queste sono state le spiegazioni di Caparezza, che da due anni soffre di acufene, un noioso fischio all’orecchio, cominciato durante un tour live, che ha messo in dubbio tutta la sua stessa carriera.

 

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Ultimo album Caparezza, un mix di frasi d’autore

Come sempre la sua musica è piena di citazioni e riferimenti, tutti presi dal mondo della psicoanalisi. Il più particolare è a Oliver Sacks, neurologo e autore del libro Risvegli, che nel suo L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello parlò di un disturbo chiamato prosopagnosia, l’incapacità di non riconoscere il volto delle persone. Così si chiama anche il pezzo che apre il disco, un moderno stile album che appare a tratti soffocante, anche nei suoni molto rumorosi.

 

Le parole di Caparezza

In un’intervista per l’uscita del pezzo Caparezza ha dichiarato che:

Dopo 17 anni di dischi e di concerti mi sono sentito un po’ intrappolato in questa vita. Ho voluto raccontare questo stato d’animo. Sono sempre stato ironico e divertente, lo sono ancora ma ci sono anche i momenti di crisi. Vorrei rassicurarvi, non sono depresso, ma si possono attraversare delle difficoltà”.

Poi aggiunge: “Quando ho scritto questo album volevo mettermi alla prova. Vorrei che ogni lavoro avesse senso. Non posso pensare se per il pubblico può essere facile o no. Non voglio fare l’educatore ma è vero che certi testi possono sbloccare qualcosa: ho iniziato ad amare il rap con i Run DMC, ma a folgorarmi è stato Frankie Hi Nrg perché non usava un linguaggio semplice, e nei suoi brani trovavo termini di cui poi andavo a cercare il significato”.

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