La nostra intervista al rapper Andrea Andrei

 

Ciao Andrea, grazie per averci rilasciato questa intervista per il nostro sito dedicato al mondo rap.

musicworldnews.it:  Andra presentati  e raccontaci come ti sei avvicinato alla cultura rap? che cosa ti ha fatto appassionare di più  tanto da  diventare un vero e proprio rapper?
Andrea: Eskereeeee
Sono Andrea andrei, rapper emergente classe ‘94, nato a Reggio Calabria ma residente a Bologna da diversi anni.
Quando ero piccolo (ti parlo del periodo 2000) è iniziata una lenta diffusione della cultura hip hop anche nello strato popolare italiano, grazie all’interesse di giornali e televisioni nei confronti del fenomeno.
Ai tempi i maggiori esponenti del rap italiano erano Neffa, Gruff, Kaos, Fabri Fibra, Inoki e la PMC e i Dogo che militavano nell’underground e gli Articolo 31 ed i Gemelli DiVersi nella frangia mainstream. Io seguivo molto il primo gruppo, in quanto li consideravo molto più reali e tecnicamente capaci e crescendo ho avuto la fortuna di assistere a molti loro live e in seguito ho avuto anche l’onore di aprire i concerti di alcuni di loro.

Ma per rispondere alla tua domanda devo parlarti del writing, disciplina della cultura HH che per prima ha destato attenzione in me: seppure la mia citta d’origine non fosse una grande metropoli e non ci fossero molti writers, alcuni di quelli attivi in quegli anni erano molto bravi e da quando avevo 8-9 anni osservavo con molta curiosità il loro operato… Naturalmente a quell’età per me erano solo scarabocchi colorati, ma mi piacevano molto.
A 12-13 anni ho iniziato a dipingere anch’io. In breve divenne la mia passione più grande, quasi un ossessione. Non pensavo ad altro che scrivere il mio nome dappertutto. Crescendo i miei amici con cui avevo iniziato si ritirarono gradualmente, io ho continuato imperterrito fino a quando ne avevo 21, ma mi beccarono un paio di volte , quindi apparte qualche pezzo tranquillo nei centri sociali o negli squat o in fabbriche abbandonate, ho preferito cimentarmi principalmente nel rap. Le trovo due cose molto simili ma molto diverse allo stesso tempo.

 

musicworldnews: Che software e strumentazione utilizzi per produrre i tuoi beat?
Andrea: Non sono un produttore. Mi limito a scrivere e rappare sulle basi.

 

 

musicworldnews: Il tuo team con cui lavori è sempre lo stesso ?
Andrea: Il mio team di lavoro è composto da Luca Frere, dj reggino trapiantato a Roma ormai da anni, che mi ha accompagnato sin dai primi passi in questo mondo aiutandomi a entrare nella scena facendomi registrare i primi pezzi; Seme, giovane rapper e produttore anche lui proveniente da Reggio e trasferito a Milano, capacissimo a livello musicale e lirico; Cristian Naccarato aka Nacchi, giovanissimo e fortissimo videomaker. Inoltre fanno parte della mia gang, la NF (Never Forget), anche Young Will, anche lui produttore, Alsogood, musicista a 360°, Cayro e Sirk, writers dell’old school reggina; Brian Mid, dj techno attivo su Reggio e Bologna e Samuele Goodwill, maestro del tatuaggio tradizionale reggino.

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Da poco sto collaborando anche con Rectone, importante produttore e rapper bolognese, già attivo come membro del gruppo TDB, che si sta occupando di registrare e produrre alcuni miei pezzi.

 

musicworldnews: Secondo la tua esperienza il  rap è come parlare su una base? Andrea: Assolutamente no! Fare rap è molto più complesso. Fondamentali per una buona interpretazione e perchè una strofa o un ritornello suonino bene sono l’intonazione vocale, la padronanza metrica e quella tecnica. Il Flow deve essere studiato nei minimi dettagli e le rime, o le assonanze, che ora vanno molto di moda, devono colpire l’ascoltatore, che sia in negativo o in positivo.

 

musicworldnews: Non c’è una parola che può definirti?
Andrea: Fino all’anno scorso era SGARBI. Adesso è IL CAVALIERE.

 

musicworldnews:  Qual è la tua posizione nello scenario del rap italiano?
Andrea: Io ritengo di essere il nuovo che rispetta e dialoga col vecchio, il mio genere è trap ma principalmente rappato e caratterizzato dallo scarso uso di autotune, filtri e vocoder. Una specie di nuova scuola fiera dell’innovazione che porta, ma che allo stesso tempo strizza l’occhio alla vecchia di cui ne richiama il gusto. Inoltre, oltre a far parte dell’ NF, di cui parlavo prima, da pochi mesi faccio parte anche di Rap Pirata, la crew fondata e capeggiata da Inoki (leggenda dell’hip hop italiano) col fine di divulgare e supportare la musica underground e indipendente, che conta tra i suoi membri anche Dj Zarra, Chapo 9th, Dope One, Zinghero, per citarne alcuni.
Presto sarà fuori il mio EP “Sgarbi” e sarà  disponibile in free download sul sito dell’etichetta romana Smuggler’s Bazaar, legata all’attività di alcune importantissime crew italiane come la 126 e il Truceklan, oltre che su YouTube, dove sono presenti già i video di alcune tracce.

 

musicworldnews: Cosa ne pensi della Trap? Anche tu prima di questa “nuova ondata” stilistica facevi un rap molto diverso, come sei arrivato a questo tipo di cambiamento?
Andrea: Come dicevo sopra, il mio genere è più vicino a un incrocio tra le due scuole, anche se devo dire che a livello sonoro e tematico ci sono stati dei cambiamenti netti: per quanto mi riguarda peró, anche se è impossibile negare che ci sia stata una deriva autocelebrativa e inneggiante allo sfarzo e al lusso e a stili di vita estremi e per molti scorretti, dietro tutto questo si può nascondere una profonda autocritica al personaggio stesso che si raffigura e alla società che ci impone questi schemi comportamentali.
Per esempio col pezzo il cavaliere naturalmente non volevo di certo limitarmi a fare una serie di complimenti alla persona a cui è dedicato il pezzo…
Oddio, spero di essermi spiegato…

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musicworldnews: Quali sono le 3 produzioni italiane che ti hanno colpito di più quest’anno e perché?
Andrea: Apparte le produzioni dei dischi di Ketama e di Carl Brave e Franco126, devo dire che al momento la scena è dominata da Charlie Charles e Sick Luke, ma anche i ragazzi che lavorano con me, Seme e Rectone, hanno poco da invidiare a nomi già affermati anche a livello commerciale.

 

musicworldnews: Negli ultimi 10 anni, la diffusione della musica ha subito un grosso cambiamento, ora ci sono le piattaforme di streaming e gli store digitali, quali sono i pro e i contro secondo te, rispetto a come la musica era prima di tutto questo?
Andrea: Secondo me uno dei pro è la rapidissima diffusione di album, singoli e mixtape che arrivano dall’autore all’ascoltatore con un click, se si ripensa ai tempi delle cassette sembra un altro mondo… ma come contro questo stesso fattore ha il fatto che come la musica è diffusa rapidamente lo è anche la sua fruizione: un pezzo rimane in classifica molto meno tempo rispetto a qualche decennio fa. Questo fa si che gli artisti si ritrovano ad essere sommersi dal mercato e per rispondere possono solo cercare di creare nel minor tempo possibile qualcosa che piaccia a tutti : queste dinamiche fanno si che la musica si stia lentamente trasfromando in un prodotto come gli altri.

 

musicworldnews: ok Andra, grazie molte per il tuo tempo, speriamo di risentirti quando saranno disponibili i tuoi nuovi lavori, a presto.

Qui il video di Andra Andrei “Sgarbi”

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