La storia del rapper Jay–Carter, lui che in un letto di ospedale ha scoperto la sua vocazione!

 

Ci sono storie che commuovono e che dovrebbero far ragionare un po’ tutti, una di queste è senza dubbio quella di  Mimmo Francesco Attanasi, il cui nome d’arte è Jay-Carter, un rapper cresciuto nel Sud Italia, ma che in uno dei periodi più brutti della sua vita ha persino rischiato di morire, un evento che a quanto pare gli cambiò la vita.

Oggi è un ragazzo forte e consapevole di quelle che sono le sue reali passioni, tanto che sfida i rapper di New York a suon di barre e beat da paura; ha praticamente realizzato un sogno, quello che forse inconsciamente aveva sin da bambino.

La svolta arrivò proprio quando si trovò in un letto di ospedale, era praticamente in fin di vita, ma ebbe una risposta, quella che la portò a cambiare, ad avere un obiettivo, un sogno da raggiungere a tutti i costi percorrendo la strada del rap.

Così non appena la vita decise di dargli una seconda possibilità partì per New York, lì dove la musica rap per molti non è solo arte, ma un vero e proprio stile di vita; oggi a distanza di anni ha persino vinto una competizione in free style, precisamente a New York sparando a raffica ben 3 barre in soli 2 minuti.

Jay-Carter migliora giorno dopo giorno e può già vantare 3 singoli all’attivo, egli ha intrapreso questa strada seriamente, il rap gli permette di affermare la sua reale identità, vuole combattere con la musica tutte le sofferenze che la vita gli ha regalato e nella comunità si è già riuscito a ritagliare un posto importante, oltre che a guadagnarsi il rispetto di molti.

Egli è consapevole del fatto che nel nostro mondo la violenza esiste, ma la musica dovrebbe unire e non dividere, quindi vengono proposti anche valori importantissimi, come la fratellanza e l’essere solidali l’uno con l’altro, il bello è proprio questo.

Il passato di Jay-Carter non è certo stato semplice, in un letto di ospedale ha ricevuto l’illuminazione, a quei tempi sognava di incidere qualche brano e di mostrare tutte le sue potenzialità in una sala di registrazione; un sogno che è rimasto impresso nella sua mente e che tutt’oggi gli permette di insistere pur di raggiungere gli obiettivi prefissati.

Dal momento in cui ha deciso di studiare più da vicino il rap americano qualcosa è cambiato, è come se si fosse aperta una porta, un mondo nuovo era pronto per essere vissuto appieno, ovviamente molto spesso la vita è dura ma lui invita tutti a non demordere.

In molti si sono chiesti cosa potrebbe mai fare un ragazzo bianco di pelle in un mondo che da sempre ci ha abituati a violenza, gang di strada, belle donne, lusso e tanto altro, insomma in molti si sarebbero persi per strada, ma non è certo il caso di Jay-Carter, il quale agli inizi ha provato tanta paura e difficoltà, tanto che si ritrovò anche in mezzo ad una faida tra gang, poi però le cose sono cambiate, si comincia a far parte di un mondo che corre alla velocità della luce.

Anche studiare i testi di rapper che vivono nel Bronx è stato importante, in un certo senso grazie ad uno studio mirato è riuscito a comprendere il loro punto di vista, magari non di certo a condividerne i pensieri se parliamo di sesso, droga e criminalità, ma un percorso del genere a quanto pare gli ha regalato grandi soddisfazioni, tanto che oggi in molti lo considerano come un astro nascente e lo apprezzano accogliendolo al meglio all’interno della comunità.

Forse guadagnarsi il rispetto è senza dubbio una delle cose più difficili in questo mondo.

Per Jay-Carter non è stato semplice convincere i tanti rapper di New York ma ci è riuscito, merito sicuramente di una free style competition tenutasi nel Bronx; un’occasione da non perdere, dove in molti si sono stupiti delle sue effettive abilità.

Proprio da quel momento sono cambiate molte cose, ma nonostante tutto egli ha continuato a comprendere quanto la violenza sia profondamente radicata in questo mondo, a volte devi omologarti per essere ancor più accettato, ma un conto è andare per locali ordinare da bere, ed un altro uccidere o spacciare droga, Jay-Carter è sempre restato se stesso e questo fa la differenza.

Molto spesso quando si parla di rapper di colore le critiche non mancano, si punta il dito sul loro modo di fare, su quel continuo ostentare ricchezza, con gioielli e macchinoni, ma il giovane rapper italiano ci tiene a precisare che il motivo di tali atteggiamenti non è affatto superficiale, loro hanno una grandissima voglia di far capire che tutto sommato sono riusciti a riscattarsi.

Jay – Carter si è fatto strada in questo mondo, fa parte di un gruppo e come tale viene rispettato; oggi può vantare già alcuni singoli, basti pensare a My Pain Turned Me Into A Monster Success, oppure They Dont Want To See Me Rich, brani significativi, che affrontano per lo più una tematica come l’invidia di colleghi italiani che non hanno mai desiderato il suo successo.

Lui oggi appartiene ad un’altra realtà, il rap italiano non lo segue molto, preferisce quello americano che a detta sua è decisamente più autentico, ovviamente i contesti sono diversi, quindi è bene fare sempre alcune distinzioni; nel suo caso gli artisti di riferimento non sono certo pochi, tra i tanti ci ricorda Rick Ross, Souljaboy, Puff Daddy, Meek Mill e non solo!

Per lui il luogo principe in cui nasce la musica a NY, facendo per lo più sempre riferimento al rap è Franklin Avenue che si trova a Brooklyn, ma non solo, perché a fare la differenza come sempre è anche il Bronx e le strade di Harlem dove in una sfida di free style si riesce a respirare tutta l’essenza di una cultura così chiacchierata in tutto il mondo.

Oggi Jay-Carter può vantare una bella collaborazione con VEVO, un contratto importante per lui che però non vuole fermarsi, perché il desiderio resta pur sempre quello di produrre un album tutto suo, dove raccontare la sua vita, le sfide affrontate e perchè no, anche dimostrare a chi crede in lui che ha fatto una scelta giusta e merita di essere ripagato con sane emozioni in musica.

Jay-Carter dall’Italia agli Stati Uniti, una storia bellissima e sorprendente!

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