Un particolare studio sui rapper e sui loro circuiti della creatività

 

Studiare i rapper non è mai banale, si riesce a capire effettivamente cosa ci sia dietro la loro creatività, non è certo facile trovare le giuste parole, creare rime ad hoc che si possano adattare ad una base appositamente scelta, entrano in ballo emozioni uniche che si fondono con linguaggio, ma certo, è fondamentale che tutto questo venga gestito al meglio!

Il free style dei rapper è qualcosa di incredibile, si passa ad una stimolazione continua della corteccia prefrontale, ovvero stiamo parlando di una particolare regione del cervello per lo più collegata alla pianificazione del comportamento cognitivo complesso; a testimoniarlo è stata una ricerca condotta presso la National Institutes of Health.

Filmati dimostrano ome i processi creativi riescano a muare in fretta, merito dello studio di Siyuan Liu ed alcuni colleghi che hanno deciso di sottoporre a risonanza magnetica alcuni soggetti amanti del rap freestyle; questa è una tecnica davvero incredibile dove l’artista attraverso tanta improvvisazione riesce a creare testi unici seguendo un determinato ritmo strumentale.

Lo studio non si è fermato qui, perché sono state confrontate tali attività con chi magari effettua lo stesso lavoro ma su testi già esistenti, dove quindi non viene stimolata una determinata parte del cervello; si evince come la vera differenza è nel fatto che i rapper hanno un doppio schema di attività neuronale, da qui si registra anche un aumento relativo all’attività della corteccia prefrontale ed una costante diminuzione di quella prefrontale dorsolaterale.

E’ uno studio complesso ma al tempo stesso molto interessante, basti pensare all’importanza dell’improvvisazione, qui le aree appartenenti all’emisfero sinistro sono molto stimolate, magari le attività sono simili tra rapper che svolgono un lavoro differente, ma è tutto così incredibile!

 

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Gli stimoli sono sempre più veloci!

Ebbene si, nei rapper si osserva una stimolazione pazzesca, dovuta per lo più alla necessità da parte di tali artisti nel trovare le parole giuste, quelle che si incastrano alla perfezione nel testo; ad avere un gran da fare sarà proprio la corteccia prefrontale mediale, sede di tutti quei processi cognitivi, ma anche in grado di gestire emozioni e programmare azioni ben precise.

Ne viene fuori un vero e proprio schema il cui obiettivo sarà quello di attivare o disattivare le varie regioni coinvolte, in questo modo la persona in questione riesce a generare idee nuove, decisamente interessanti ed in linea con il suo stile preferito.

Da questo studio ne sono venuti fuori tantissimi dati, tutti molto interessanti, infatti, qui le differenti aree non sono mai state attivate in modo indipendente, ma dietro vi era una sorta di schema ben preciso, che man mano abbracciava altre aree, a partire proprio dall’amigdala.La lateralizzazione sinistra era quella più attiva soprattutto all’inizio di ogni frase, mentre sul finale, a fare la differenza era l’emisfero destro; gli studiosi sono più che convinti del fatto che l’improvvisazione sia legata a circuiti specifici, che abbracciano emozioni e linguaggio, ma una cosa è certa, tutto questo è impressionante, il nostro cervello è pazzesco!

Crediti immagine: zmescience.com

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