In Uganda Bobi Wine è stato prosciolto, per poi essere arrestato nuovamente subito dopo!

 

Quella di Bobi Wine è una storia alquanto singolare, stiamo parlando del rapper parlamentare, che secondo la corte marziale non dovrà essere più giudicato; di lui forse in tanti non conoscono molti aspetti, a partire dal fatto che il 14 Agosto venne arrestato per possesso illegale di armi.

Dopo questo evento egli venne condotto dinanzi ad un tribunale civile, per poi provare a tardare la sentenza portandola al 30 di Agosto; insomma sembra che tutto abbia preso una piega giusta, infatti gli furono concesse anche le cure mediche private.

Alla fine del processo, rispettando il Regolamento 65 relativo alle Forze di Difesa, il tribunale militare ha ordinato il rilascio diretto di Bobi Wine.

A giudicare dalle sue presenze in aula di tribunale, proprio il rapper parlamentare Bobi Wine è da sempre apparso molto stanco e provato, ma al termine dell’udienza non si è proprio trattenuto, ha preferito mostrare tutta la sua rabbia e voglia di ribadire alcuni concetti a cui lui stesso è molto legato, così alzando il pugno in aria ha urlato lo slogan People Power!

Il processo in questione non è stato certo semplice da affrontare, c’è stata infatti un’apertura presso il tribunale di Gulu, i ritmi sono stati alquanto veloci, ma l’agitazione era nell’aria, impossibile ammettere il contrario; dinanzi al tribunale c’era anche un folto gruppo di manifestanti, che attraverso striscioni, ed urlando, hanno provato a farsi ascoltare.

Come se non bastasse, proprio in quei momenti così particolari è stato arrestato anche il capo del partito dell’opposizione, vale a dire Kizza Besigye; il tutto è avvenuto proprio dinanzi la sua abitazione, si temeva infatti che lui stesso potesse incitare i manifestanti alla violenza, dando così il via ad una rivolta.

 

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All’interno del tribunale non sono mancate nemmeno alcune presenze illustri.

Questo processo ha fatto molto discutere, infatti è arrivato anche il presidente Museventi, ma si è discusso di altri temi interessanti, come ad esempio l’arresto dell’ormai ex rapper Robert Ssentamu Kyagulanyi avvenuto ad Arua il 14 Agosto.

Il tutto avvenne a seguito di un comizio alquanto acceso, in riferimento alle elezioni, ma per lui non è stato affatto semplice, infatti venne rinchiuso e poi anche picchiato; su di lui ci sono state molte accuse, a partire dal tradimento, fino ad arrivare al possesso illegale di armi.

Successivamente a quell’evento si sono verificati tantissimi casi alquanto tragici, come ad esempio l’uccisione dell’autista, insomma, ad oggi le manifestazioni a sostegno di Wine non sono certo mancate; proprio lui aveva condiviso l’immagine dell’assassinio del suo collaboratore urlando all’errore, molto probabilmente i diretti interessati avevano banalmente sbagliato persona.

Oggi tutto questo caso è passato nelle mani della polizia, le torture subite hanno suscitato un grande interesse, ma anche critiche accese sull’abuso dei diritti umani da parte dei militari dell’Uganda; oggi Bobi Wine non si arrende, la sua lotta non è ancora finita, il desiderio è quello di andare fino in fondo e siamo sicuri che si arriverà prima o poi ad una svolta decisiva.

Fonte foto: Rapubblica

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I militari dell’Uganda sono realmente così brutali come sono stati accusati?

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