Frankie Flow: la nostra intervista al rapper

 

musicworldnews.it: Ciao Frankie. Come si potrebbe presentare il tuo progetto musicale a chi non ti conosce?

Frankie: Allora durante un live a Milano, qualche mese fa, dissi che sono un rapper e un cantante ma sono troppo rap per i cantanti e troppo un cantante per i rapper. A me personalmente piace definire quello che faccio come una sorta di cantautorato con riferimenti di sound alla musica black. Senza prendersi troppo sul serio ovviamente, alla fine quello che faccio è divertirmi.

 

musicworldnews.it: Mi pare di capire che punti molto sui testi. Quali sono gli argomenti che ti stanno più a cuore?

Frankie: Guarda io principalmente parlo dei sentimenti, della vita di tutti i giorni e delle sensazioni con cui mi devo confrontare come essere umano. L’amore, l’insoddisfazione sul lavoro, il rapporto con sé stessi, la noia sono alcuni degli argomenti di cui parlo nei miei pezzi. Ho sempre avuto qualche problema coi brani autocelebrativi, non perché non mi piacciano (anzi) ma perché proprio non riesco a scriverli e quindi cerco di parlare di quello che sento in modo anche strettamente personale se vogliamo.

 

musicworldnews.it: Quali sono invece i tuoi riferimenti musicali? Sia italiani che stranieri.

Se dovessi citarne tre ti direi senz’altro Anderson .Paak, Childish Gambino e Kendrick Lamar. Mi piace molto l’ecletticità dei primi due e la potenza lirica del terzo. Trovo meravigliosa la musica che mi sorprende, ovviamente a questo proposito potrei farti una lista infinita di nomi ma se dovessi riassumere il tutto in tre nomi ti dico questi. Per quanto riguarda l’Italia mi piace molto la scena Indie oltre a quella rap quindi apprezzo artisti come Frah Quintale, Johnny Marsiglia e i Funk Shui Project, che tra l’altro sono dei carissimi amici.

cover”Sarebbe tutto più facile”

musicworldnews.it: Il tuo ultimo singolo, dal titolo “Sarebbe tutto più facile”, è uscito il giorno 1 febbraio su tutte le piattaforme digitali. Cosa puoi dirci di questo pezzo?

Frankie: E’ un brano che parla della noia fondamentalmente. Di quell’assenza di stimoli mista alla delusione per non aver raggiunto tutti gli obiettivi che ti eri prefissato. Parla dei dubbi sul proprio percorso, di quei momenti in cui ti fermi ti chiedi se stai facendo bene a fare ciò che fai e se ne vale veramente la pena. Sono sensazioni con cui, da trentenne in una società come quella in cui viviamo, mi devo confrontare tutti i giorni e non penso di essere l’unico a farlo. Il mio intento non è certamente di proporre una soluzione al problema ma solo quello di far sentire meno solo una persona come me che mi ascolta.

 

musicworldnews.it: E per quanto riguarda la produzione del brano? Con chi hai lavorato?

Frankie: Il brano è stato lavorato a quattro mani con Mr.Mugen, un produttore bravissimo di Milano. Abbiamo pensato assieme alla struttura del pezzo che, se vuoi, è un po’ insolita. Ci siamo presi il nostro tempo per lavorarci, tieni presente che il testo è stato riscritto tipo tre volte. Alla fine, una volta finito il lavoro ho chiamato Valerio Nazo per il master e Marco Cerminara, un bravissimo illustratore di Torino, per la grafica. Il disegno sulla copertina è fatto da lui.

 

musicworldnews.it: Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Stai già lavorando a qualcos’altro?

Frankie: In realtà si. Sto già lavorando a qualche pezzo nuovo con lo stesso Mr.Mugen e poi con qualche altro produttore. Sarà un 2019 per me abbastanza intenso…almeno lo spero…hahahah.

 

musicworldnews.it: Grazie per il tempo che ci hai dedicato e a presto.

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